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RitmiAfricani
associazione umanista

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spettacoli
13 dicembre 2008
Mano nella mano per l'Africa 14/12 concerto a Torino


Mano nella mano parole e immagini danzano a ritmo di musica 

Domenica 14 dicembre al Soundfactory's (Via Nietzche 155/20 - Lungo Stura Lazio - Str. Cimitero Sassi), a partire dalle 21.00, Melanie Efrem, Amada, The Chromage e ZTL Plas si esibiranno in concerto. La musica si alternerà alla lettura di brani a tema, e alla proiezione del nuovo video documentario sulla malaria realizzato grazie alla collaborazione di alcuni medici senegalesi.

La serata sarà accompagnata dalla mostra fotografica Visages e dall'esposizione artistica di Tiziana Dorotea Ferro.

Sottoscrizione all'ingresso con offerta di 5 Euro

I proventi sono destinati alla campagna di prevenzione e lotta alla malaria (Smash Malaria) che stiamo portando avanti in Senegal e in Gambia

 Per info: 347/7703350

diritti
30 ottobre 2008
VOLONTARI NEL MONDO
Percorso di formazione al volontariato internazionale organizzato dall'associazione umanista Ritmi Africani

Da mercoledì 12 novembre 2008
h. 21.00 Centro Umanista UAU - Via Cassini 40 TO
 
L'associazione Umanista Ritmi Africani, attiva dal 2001 in oltre 20 località del Senegal e in Gambia per lo sviluppo di progetti nel campo della salute, dell'istruzione, dell'agricoltura e della formazione al lavoro, organizza un nuovo percorso di formazione al volontariato rivolto a tutti coloro che sono interessati ai temi della giustizia sociale, della lotta alla povertà, della nonviolenza e desiderano impegnarsi concretamente nelle attività di solidarietà che portiamo avanti in Italia e in Africa
 
Prevediamo 4 incontri di due ore l'uno a cadenza settimanale, a partire dal 12 novembre 2008 (appuntamento alle ore 21.00 al Centro Umanista UAU di Via Cassini 40 a Torino) durante i quali tratteremo i seguenti argomenti:
 
- l'impegno sociale dell'associazione Ritmi Africani per l'auto organizzazione delle comunità locali
- auto organizzazione dei popoli e nonviolenza, un altro modo di cooperare
- il Movimento Umanista, metodologia di azione e modalità organizzative
- le attività realizzate in Senegal e in Gambia, testimonianze e racconti dei volontari
- partecipazione alle attività: proposte per i prossimi mesi
 
Ritmi Africani è costituita interamente da volontari che non percepiscono alcuna forma di compenso per il loro operato; realizziamo una forma di cooperazione che è lontana dall'assistenzialismo, perché la nostra metodologia punta ad appoggiare e sostenere le comunità locali in un processo a lungo termine che non si limita alla soluzione di problemi immediati, ma va verso la rimozione delle cause delle ingiustizie e della povertà.
 
La partecipazione al percorso di formazione è libera e gratuita.
 
Per info e iscrizioni
339/2422825
info@ritmiafricani.org
http://www.ritmiafricani.org
SOCIETA'
14 ottobre 2008
GRAZIE A TUTTI!!!!
 
Cari amici,
la serata dell'11 ottobre è stata davvero molto bella e il risultato ha superato le nostre aspettative. Scriviamo infatti per ringraziare tutti i partecipanti perché grazie al vostro contributo potremo realizzare due progetti di grande importanza per le comunità coinvolte.

Abbiamo raccolto circa 1.000 Euro che verranno impiegati per la costruzione del pozzo a Baback e per sostenere l'orto comunitario di Diourou. A Baback disponiamo già del terreno per avviare i lavori, in cui saranno impegnati due tecnici e la popolazione del villaggio, che fornirà manodopera gratuita. L'orto di Diourou, invece, è gestito dalle donne che con impegno portano avanti i lavori destinando una parte dei ricavati dalla vendita dei prodotti agricoli all'acquisto di medicinali per il centro sanitario del villaggio.

Un caro saluto! Continueremo a tenervi informati sulle prossime, interessantissime iniziative!!!!
lleana & tutta l'associazione Ritmi Africani
VIAGGI
28 settembre 2008
CENIAMO INSIEME???? Serata di solidarietà per il Senegal


E' richiesto un contributo di 10 Euro. I proventi della serata saranno utilizzati per la costruzione di un pozzo a Baback, nella regione di Thiès, e per il sostegno dell'orto comunitario di Diourou (regione della Casamance).

Orto comunitario di Diourou
Diourou è un villaggio di 1.000 abitanti nella regione senegalese della Casamance; dal 2006 siamo impegnati nel sostegno del centro sanitario di base, che abbiamo equipaggiato e al quale diamo supporto attraverso la fornitura di medicinali e di attrezzature sanitarie. Da gennaio di quest'anno abbiamo attivato anche l'orto comunitario: il terreno è stato messo a disposizione dalle famiglie del villaggio, misura mezzo ettaro ed è gestito dalle donne, che vi praticano numerose coltivazioni: riso, pomodori, cipolle, fagioli, ecc. Sono presenti alberi da mango, aranci, limoni, palme da cocco. Le donne destinano una parte dei prodotti al consumo diretto e un'altra parte alla vendita, riuscendo in questo modo a fornire una fonte di reddito alle loro famiglie. Abbiamo bisogno di sostenere questo lavoro attraverso la fornitura di attrezzi agricoli. Con 400 Euro potremo acquistare pale, zappe, aratri, fertilizzanti naturali, sementi, innaffiatoi e pompe per l'acqua. Sono presenti due pozzi, che però devono essere ristrutturati.
 
Un pozzo per Baback
Baback ha 2.000 abitanti e si trova a 8 km da Thiès, una cittadina di medie dimensioni che si trova a 80 km circa da Dakar. Uno dei maggiori problemi del villaggio è quello relativo alla fornitura d'acqua, legata all'esistenza di un unico pozzo che però è insufficiente a coprire il fabbisogno di tutte le famiglie, soprattutto nella stagione secca, quando l'acqua scarseggia. Abbiamo bisogno di un secondo pozzo, la cui realizzazione costa circa 1.000 Euro. La popolazione del villaggio partecipa attivamente al progetto mettendo a disposizione il terreno e fornendo manodopera gratuita.
 
Diamo sostegno all'agricoltura perché così si garantisce l'indipendenza alimentare delle comunità coinvolte.
 

Prenotate entro il 10/10/2008 al 339/2422825 o via mail: info@ritmiafricani.org

Ecco due foto: l'orto comunitario di Diourou e le donne impegnate ad attingere l'acqua a Baback (quello fotografato è l'unico pozzo esistente nel villaggio, insufficiente a coprire il fabbisogno di tutte le famiglie!)



diari di viaggio
2 settembre 2008
Estate 2008, che viaggio!!!!

Dopo aver trascorso un mese e mezzo in Senegal tornare alla “quotidianità” è un po' faticoso. A chi mi chiede che cosa si prova onestamente non so rispondere con precisione: una nostalgia dolce e forte allo stesso tempo, unita a un leggero senso di sconforto di fronte alla nostra realtà. E anche se questi viaggi si ripetono ogni sei mesi da 7 anni circa, ogni volta è la stessa cosa. Mi manca la luce, mi mancano i rumori, la terra rossa, il sudore, la lentezza, i pulmini colorati che attraversano Dakar, la musica, il verde brillante della Casamance nella stagione delle piogge, e il suo cielo immenso pieno di stelle. Ma non basta, perché mi mancano anche i bambini, la loro energia e la tenerezza; le donne dallo sguardo intenso e le mani forti. Mi manca soprattutto la condivisione con la nostra matta comunità, formata da persone capaci di ridere di ogni cosa e di una serietà fuori dall’ordinario quando si tratta di impegnarsi. Questo per me è veramente il paradiso: fare ciò in cui credo e condividerlo con gli straordinari “compagni” che mi è capitato di incontrare in momenti diversi della mia vita e si sono aggiunti al nostro cammino dando vita a nuovi percorsi. Sento che stiamo costruendo una realtà molto bella e interessante, che amo molto, con tutti i suoi aspetti positivi e le difficoltà.

Questo viaggio di un mese e mezzo è stato molto particolare: ho toccato limiti “personali” come il timore di non riuscire a trasmettere tutto quello che avrei voluto, la necessità di stare attenti ogni momento non solo all’organizzazione, ma anche allo stato d’animo di tutti, ecc… però il lavoro d’insieme portato avanti con sentimento sincero moltiplica le energie. Così nei momenti più faticosi si è accesa sempre una piccola scintilla che mi ha fatto ripartire: un progetto che prende vita, la notizia di un’attività riuscita, una riunione interessante; oppure una risata o un ballo propiziatorio sotto la zanzariera…

Così ora sospiro e sospiro di fronte alla mia finestra; ho provato a buttarmi nella quotidianità, ho disfatto i bagagli, risolto piccoli problemi, ma ho ancora bisogno di qualche istante per tirare le somme e vedere un po’ come ripartire. Perché il viaggio sia ancora più interessante

Il nostro lavoro...
La nostra rete è ormai presente in oltre 20 località, distribuite nelle regioni di Dakar, Thies, Fatick, Kaolak, Djourbel, Casamance, e in Gambia
In alcuni luoghi i gruppi sono più consolidati e portano avanti attività da diversi anni, in altri siamo solo all’inizio del lavoro e in questi mesi andremo avanti con la formazione e la definizione delle attività concrete da realizzare.

La campagna sulla malaria ha dato modo di sensibilizzare diverse migliaia di persone e sono state messe in moto numerose iniziative: giornate di consultazione, raccolte fondi per le zanzariere, organizzazione di gruppi per la pulizia dei quartieri, ecc. Il lavoro è appena iniziato, perché abbiamo sottolineato il fatto che si tratta di una campagna a lungo termine e continuerà per tutto l’anno con tantissime attività e con la nascita di progetti di più ampia portata, quali la costruzione di centri sanitari.

Sempre in merito alla campagna, nel corso dell’autunno in alcuni villaggi verranno realizzate anche le prime manifestazioni per il diritto alla salute (semplici marce con striscioni e musica)

Ecco qui le attività luogo per luogo:

- Parcelles Assainies U. 26 (Dakar) : tintura dei tessuti, micro-orti sul terrazzo (dopo il furto l’attività riprende in questo mese), centro umanista, corsi di sostegno per i bambini del quartiere

- Thiaroye (Dakar): si tratta di un nuovo gruppo che ha fino ad ora organizzato piccole iniziative in merito alla campagna sulla malaria e collette per risolvere il problema delle acque nere che stagnano nel quartiere, che si trova in una situazione davvero disastrosa. Abbiamo suggerito di organizzare, come prima cosa, gruppi di volontari che realizzino periodicamente attività di pulizia e rimozione dei rifiuti

- Touba Ouakam (Dakar): il gruppo “esiste” da qualche anno, ma è un po’ fermo. Il 5 settembre si svolgerà una riunione con l’associazione delle donne per cercare di coinvolgerle nelle nostre attività

-Sebikhotane (Thies): le donne producono succhi e marmellate, corsi di sostegno scolastico per I bambini; riattiviamo il pollaio con 200 pulcini

-Babak (Thies): nuovo gruppo, ma molto attivo. Appoggiamo la costruzione di un pozzo, mentre il villaggio realizzerà un pollaio con 80 pulcini. Cercano un insegnante per il corso di serigrafia rivolto ai più giovani e si vuole realizzare anche un banco dei cereali

-Popenguine (Dakar): le donne svolgono diverse attività quali la produzione del sapone, la tintura, che però non funziona molto bene, e si stanno studiando attività in campo agricolo. Il 28 agosto hanno realizzato una conferenza con la collaborazione del distretto sanitario di zona

-Fatick: nei prossimi sei mesi verrà portata avanti la formazione e si realizzeranno le prime attività

-Darou Fall (Kaolak): idem

-‘Ngoloum (Djourbel): idem, ci sono già idee per realizzare una cassa-mutua sanitaria e un orto comunitario

-Bignona: Manguiline e Kadiamor (Casamance). Le attività a Bignona vanno avanti da molto tempo, ora abbiamo un porcile comunitario, diverse attività di denuncia realizzate anche con la radio, il teatro per i bambini, corsi di sostegno scolastico. Ora stiamo studiando l’apertura di un centro sociale, nel centro città o nel quartiere Kadiamor

-Diourou (Casamance): il centro sanitario funziona, le donne portano avanti l’orto comunitario, grande mezzo ettaro su cui si coltivano tantissimi ortaggi. Vogliamo costruire la maternità.

-Diakine (Casamance): il centro polifunzionale verrà costruito a partire da gennaio. La biblioteca ha bisogno del tetto; sono stati acquistati i libri e costruiti banchi e armadi per la scuola. Abbiamo parlato della costruzione di un centro sanitario

-Thionck-Essyl (Casamance): avvieremo un orto comunitario, si portano avanti corsi di sostegno per I bambini, attività teatrali

-Kartiack (Casamance): formazione da realizzare nei prossimi mesi

-Kaparan (Casamance): idem

-Mandeguene (Casamance): idem

-Diatok (Casamance): idem

-Soutou (Casamance): idem

-Dilakoune (Casamance): idem

Gambia: Serrekunda Abbiamo iniziato le nostre attività anche in Gambia con un gruppo di emigrati da Diamine che, oltre a realizzare la campagna sulla malaria, sta raccogliendo fondi per acquistare pannelli fotovoltaici e portare l’elettricità a Diamine

E molto altro… è difficilissimo sintetizzare anche perché il nostro lavoro va avanti con il passa parola e quindi si diffonde a macchia d’olio…

Nell'immediato inizieranno i lavori per il pozzo di Babak, i pollai di Babak e Sebikhotane, i micro orti sul terrazzo, l'orto comunitario di Thionck-Essyl. Stiamo legalizzando un'associazione a carattere nazionale per poter ottenere medicinali e zanzariere a un prezzo più basso.

politica estera
4 luglio 2008
Il nostro NO al Radar Usa in Repubblica Ceca: un progetto pericoloso e inutile
musica
17 giugno 2008
Aperitivo + concerto 29/06
spettacoli
30 aprile 2008
PERCUSSIONI CONTRO LA MALARIA
Sabato 31 maggio 2008 alle 22.00
Pronto Soccorso degli Artisti - Via Oristano 3 Torino
Ritmi, canti e danze dell'Africa Occidentale con i Doum Doum Folà
I proventi della serata sono destinati alla campagna di prevenzione della malaria che ci vede impegnati in quattro regioni del Senegal*. I Doum Doum Folà (www.doumdoumfola.it), guidati dal senegalese Samuel Idrissa Zinsou, offriranno il meglio del loro repertorio; durante la serata vi sarà l'esposizione di fotografie sul Senegal e la presentazione dei progetti dell'associazione Ritmi Africani, rivolta a tutti gli interessati al volontariato internazionale.

Samuel Idrissa Zinsou, fondatore dei Doum Doum Folà, n
asce a Kolda, inizia a studiare percussioni all’età di sei anni a Koleban, un piccolo villaggio della Casamance, regione del sud del Senegal. Si trasferisce a 10 anni nella capitale con il padre Paul Godonou Zinzou fondatore artistico del balletto “Les Ambassadeurs de la Culture Africain”. Conosce e studia percussioni, danza e coreografia con i grandi maestri della Capitale. Nel 1990 entra a far parte del “Ballet Afrique Noir de Mamadou Mansur N’gweie” una delle compagnie più rinomate a livello nazionale, qui incontra artisti provenienti da tutta l’africa occidentale, partecipa a festival di musica tradizionale in Senegal, Mali, Marocco, Stati Uniti e Spagna. Nel 1998, in seguito al decesso del padre, lascia il balletto”Ballet Afrique Noir” deciso a continuare l’opera. Diventa così il nuovo direttore artistico di “Les Ambassadeurs de la Culture Africain”. Da 5 anni vive a Cuneo dove collabora con la scuola Danzicherie per la quale tiene corsi di percussioni ed effettua diversi spettacoli con il gruppo, da lui fondato, “Doum Doum Folà“

Per informazioni:

Associazione Ritmi Africani Tel 345/3460749 - 348/7902278 E-mail: info@ritmiafricani.org

www.ritmiafricani.org www.smashmalaria.it

*In particolare il ricavato della serata servirà per

- acquistare medicinali antimalarici e zanzariere da distribuire nei mesi di luglio e agosto in una serie di giornate di consultazione medica gratuita organizzate grazie alla collaborazione di un gruppo di medici volontari senegalesi

- realizzare 4 orti comunitari nella regione della Casamance e nella regione di Thiès

- completare il centro sanitario di Diourou: frigo a gas per la conservazione dei medicinali (il villaggio è sprovvisto di elettricità)
SOCIETA'
8 aprile 2008
364 giorni e mezzo di silenzio all'anno
 
Comunicato stampa per il 25 aprile, Giornata Mondiale contro la Malaria


La malaria continua ad uccidere oltre 2.000.000 di persone ogni anno nell'indifferenza più assoluta. Il 25 aprile, Giornata Mondiale contro la Malaria, l'associazione Ritmi Africani dà vita ad una serie di iniziative per coinvolgere la cittadinanza in un programma di attività solidali, per un impegno che duri 365 giorni all'anno.

Sono impressionanti i dati che riguardano la malaria: 500.000.000 il numero degli ammalati ogni anno e 2.000.000 le vittime; ogni 30 secondi un bambino muore a causa della malaria e questa malattia resta la principale causa dei decessi nell’Africa sub-sahariana, ma nessuno ne parla. Si tratta di una vera e propria strage che si perpetua ogni giorno nel silenzio più assoluto, perché le vittime sono i più poveri, quelli che non fanno rumore e non costituiscono un mercato interessante.

Per sconfiggere la malaria bisognerebbe, innanzitutto, iniziare a parlarne, far uscire dal silenzio una parte del mondo e favorire una presa di coscienza dei legami – complessi – tra povertà e malaria. Il 25 aprile, Giornata Mondiale contro la Malaria, resta una delle poche occasioni per parlare di questa pandemia e dei pochi programmi di ricerca e prevenzione esistenti. Ritmi Africani, associazione torinese attiva da oltre 7 anni nell’Africa Sub-Sahariana, coglie l’opportunità per presentare Smash Malaria, la campagna di prevenzione e lotta alla malaria che vede impegnati oltre 500 volontari in Italia e in quattro regioni del Senegal.

Il 25 aprile, dalle 15 alle 19, verranno allestiti due punti informativi: in Via Garibaldi nei pressi di Via XX Settembre e in Via Po n. 2 i volontari saranno presenti per informare e coinvolgere la cittadinanza in alcune iniziative a breve e a lungo termine, tra cui il Count Down Malaria: un conto alla rovescia per raccogliere i fondi necessari all’acquisto di 10.000 zanzariere impregnate per la protezione di altrettante famiglie senegalesi. Allo stesso tempo verrà presentata la campagna stampa, volta a diffondere le informazioni su Smash Malaria attraverso i mezzi di informazione. Il programma di Smash Malaria è complesso e si appoggia su tre punti cardine:

- l’aiuto diretto alla popolazione, attraverso la costruzione e l’equipaggiamento di ambulatori

- la prevenzione, attraverso la sensibilizzazione delle comunità, la cura e la tutela dell’ambiente, i progetti nel campo dell’agricoltura

- la denuncia della corruzione e delle forme di speculazione che impediscono l’accesso alle cure ai farmaci.

“In Senegal”, testimoniano i volontari, “ogni anno si ammalano di malaria oltre 200.000 persone e i morti sono circa il 40%, ma la vita non è semplice neppure per chi sopravvive, viste le conseguenze della malattia; non esiste alcuna forma di assistenza sanitaria gratuita, le cure e i farmaci costano cari, soprattutto nei villaggi, proprio là dove la malaria si diffonde con più facilità. La popolazione senegalese vive in media con 2 dollari al giorno; una zanzariera può arrivare a costare 12 Euro, una terapia antimalarica con ricovero ospedaliero di tre giorni 240 Euro: per questa ragione molte volte la gente, quando si ammala, non si rivolge agli ospedali e le famiglie non prendono in considerazione l’uso delle zanzariere, che costituiscono un fondamentale strumento di prevenzione. Il nostro obiettivo, in Senegal, non è semplicemente quello di aiutare e fornire assistenza: esiste un legame molto forte tra povertà e malaria e per questo vogliamo favorire la presa di coscienza dei propri diritti in un percorso a lungo termine che prevede l’auto organizzazione delle comunità e passa per la denuncia della corruzione dilagante che permette a troppi di speculare sulla salute altrui. In Italia operiamo nella stessa direzione: abbiamo la necessità di raccogliere fondi per aiutare in modo concreto le comunità con cui cooperiamo da oltre sette anni, ma la nostra principale necessità è quella di far uscire dal silenzio la malaria, rompere l’indifferenza a causa della quale si può pensare che si tratti di un problema lontano e non interessante. Ma quello che capita in Africa così come in qualsiasi altro angolo del pianeta ci riguarda fortemente, basta pensare ai flussi migratori per comprenderlo; allo stesso modo il nostro stile di vita si ripercuote altrove e le politiche di governi, multinazionali e case farmaceutiche toccano anche la nostra quotidianità, anche se non sempre è facile rendersene conto. Partiamo dal presupposto che sconfiggere la malaria sia possibile, e in ogni caso desideriamo dare il nostro contributo in questa direzione; speriamo che molti altri volontari possano aggiungersi a noi perché in questo modo potremo moltiplicare gli sforzi”.

Ileana Prezioso

Associazione Umanista Ritmi Africani

www.smashmalaria.it www.ritmiafricani.org

CULTURA
8 marzo 2008
CORSO DI LINGUA WOLOF - PER CONOSCERE IL SENEGAL
Da sabato 15 marzo 2008, ore 16.30, centro UAU - Via Cassini 40 TO
 
L'associazione Ritmi Africani organizza un corso di wolof, la lingua più diffusa in Senegal e parlata anche in Gambia, Guinea, Mali, Mauritania. Il corso è articolato in 10 lezioni di 2 ore ciascuna (a cadenza settimanale), curati da un insegnante madrelingua, e si concentrerà soprattutto sulla conversazione. Durante gli incontri si potrà approfondire la conoscenza di alcuni aspetti culturali del Senegal: il corso  sarà uno strumento per immergersi in una dimensione diversa e alla fine gli iscritti potranno partecipare all'organizzazione di un aperitivo senegalese.
 
Ritmi Africani è un'associazione di volontariato attiva in Senegal dal 2001 per lo sviluppo di progetti di solidarietà nel campo della salute, dell'istruzione e della formazione professionale; in Italia si occupa di sensibilizzare sui temi della solidarietà e della non violenza e di creare ambiti di conoscenza e diffusione della cultura senegalese e africana.
 
Il corso è rivolto a tutti coloro che nutrono interesse per la dimensione dell'interculturalità o che sono semplicemente curiosi, ed è molto utile a tutti quelli che pensano, in futuro, di viaggiare in Senegal anche solo per turismo: la conoscenza della lingua, anche a livello base, è uno strumento fondamentale per un approccio positivo al Paese e alla sua cultura.
 
La partecipazione al corso prevede un contributo di 50 Euro: i proventi sono destinati alla campagna di prevenzione della malaria (smashmalaria) che l'associazione Ritmi Africani porta avanti dal 2005 in Senegal, e in particolare all'acquisto di zanzariere e medicinali antimalarici.
 
Per info e iscrizioni:
 
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